Nutanix Iperconvergenza

Con Nutanix libertà di scelta fra Cloud pubblico e privato

Spendere il 70-80% del budget IT solo per mantenere operativi server, storage, networking, applicazioni di security – e quant’altro sta dentro il corporate data center – non porta valore ad aziende che dovrebbero invece preoccuparsi soprattutto di creare migliori prodotti e servizi per gli utenti: lo ricorda Howard Ting, chief marketing officer della società californiana Nutanix.

Per abbattere i costi di gestione del data center, Nutanix punta a eliminare la complessità di amministrazione dei singoli box fisici e degli apparati hardware special purpose, rendendo tali infrastrutture così facili da controllare da diventare in sostanza «invisibili», dice Ting, un po’ come quelle delle utility che erogano energia elettrica o acqua: «Semplicemente, usiamo questi servizi, non ci preoccupiamo di come l’energia elettrica viene generata, o di chi la fornisce».
Nel data center sta avvenendo la stessa cosa: virtualizzazione, cloud e approcci ’software-defined’ permettono di trasformare l’hardware dedicato (server, storage, networking) in risorse virtuali convergenti e gestibili in maniera flessibile attraverso un’unica piattaforma tecnologica.

Nel caso di Nutanix, la soluzione di infrastruttura iperconvergente si chiama «Enterprise Cloud Platform» e mira a semplificare la gestione del cloud privato aziendale, rendendolo facile da implementare e utilizzare, così come avviene per il cloud pubblico, ad esempio con i servizi di Amazon (AWS), ma con la promessa di mettere un maggior controllo nelle mani di chi in azienda gestisce lo spostamento di applicazioni e risorse nel cloud ibrido.

La enterprise cloud platform supporta i container, fornisce servizi di automazione e integrazione in ambiente cloud privato, pubblico e ibrido, e il suo cuore è racchiuso in due componenti software: uno è Acropolis, una piattaforma infrastrutturale in grado di fornire servizi di elaborazione, storage e virtualizzazione di classe enteprise alle organizzazioni di qualunque dimensione, eliminando, sottolinea Nutanix, complessità e costi di gestione degli apparati proprietari implementati singolarmente e amministrati in modo separato.
Acropolis supporta VMware vSphere e Microsoft Hyper-V, e integra la soluzione di virtualizzazione AHV, basata sulla comprovata tecnologia open source KVM.
La funzionalità AMF (Acropolis App Mobility Fabric) abilita poi un’agevole migrazione dei workload tra hypervisor e diversi ambienti runtime.

L’altro componente software è Prism, un’interfaccia volta a semplificare il lavoro degli amministratori che devono gestire gli ambienti virtuali che girano su Acropolis. Tra i comuni workflow che Prism è in grado di razionalizzare nella gestione degli hypervisior e delle virtual machine vi sono, ad esempio, la creazione e migrazione delle macchine virtuali, la configurazione delle reti virtuali e l’aggiornamento degli hypervisor.

In particolare al mercato italiano, Nutanix propone Xpress, una soluzione «all-in-one» enterprise-grade, ma adatta anche al mondo SMB.
Xpress integra server, storage, networking e virtualizzazione in una sola appliance, installabile con facilità e rapidità nella propria organizzazione, e può gestire da 5 a 500 macchine virtuali, mantenendo elevate performance e affidabilità.
Xpress, ha precisato Alberto Filisetti, country manager Italy di Nutanix, va così a rispondere alle esigenze del tessuto economico nostrano, formato da tante piccole e medie imprese, che spesso dispongono di budget IT limitati da destinare alle soluzioni di nuova generazione, e non hanno un data center dedicato, con uno staff IT vero e proprio.

(Fonte Digital4)

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