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Dell compra Emc per 67 miliardi $: ecco come nasce la più grande It company del pianeta

Il matrimonio era annunciato da qualche giorno e puntualmente la conferma è arrivata: Dell mette sul piatto un investimento da 67 miliardi di dollari e con l’acquisizione di Emc, gigante americano dell’information technology (storage, cloud, big data e protezione dei dati), portandosi a casa uno dei principali fornitori al mondo di soluzioni di memorizzazione dati di classe aziendale. La cifra monstre, la più corposa nella storia dell’informatica, nasce da una sostanziosa valorizzazione delle cosiddette “tracking stock” (azioni che seguono la performance di una divisione) riconducibili alla sussidiaria VMware (posseduta da Emc all’80%). Quest’ultima rimane sostanzialmente fuori dal deal e continuerà a operare come un’azienda indipendente e quotata sui listini.

Detto questo, e ricordato come una parte importante nell’operazione l’abbia giocata il fondo di investimento Silver Lake (lo stesso che guidò il ritorno di Dell a società privata), c’è subito da rilevare come il prezzo di acquisto (fissato a 33,15 dollari per azione) è secondo gli analisti di circa un quarto superiore rispetto al valore effettivo delle azioni Emc prima che iniziassero a circolare le voci circa una sua possibile acquisizione. Numeri alla mano la capitalizzazione di VMware è stimata intorno ai 33 miliardi di dollari e nel suo complesso Emc ha un valore di mercato di 53,6 miliardi di dollari.

Si può parlare dunque di vero affare, premesso che l’operazione verrà chiusa contabilmente solo fra parecchi mesi? E, comunque, perché il produttore texano, il terzo vendor al mondo di computer, ha deciso di affondare il colpo nonostante abbia poco meno di 12 miliardi di dollari di debiti? 

Le ragioni sono ovviamente più di una. Intanto si può osservare come Dell, da tempo, sia impegnata a diversificare il proprio business, puntando con estrema decisione al mercato enterprise e in particolar modo su server e soluzioni per i data center. Il ricco menu di tecnologie di storage e di virtualizzazione di Emc si combinano sulla carta perfettamente con l’attuale offerta, che diventerebbe così completa e con pochi riscontri nella concorrenza.

Il tormentone del momento si chiama “digital transformation” e Michael Dell è convinto che la nuova compagnia abbia tutti i requisiti per accompagnare il necessario percorso di innovazione delle aziende sia in ambito digitale ma anche (anzi soprattutto) negli ambiti del cloud ibrido, dei data center definiti dal software, del mobile e della sicurezza. Hp, Ibm, Oracle e via dicendo sono quindi avvertite: sulla carta nasce la più grande società tecnologica al mondo per quanto riguarda l’offerta di soluzioni per le infrastrutture It.

La storia insegna però che non tutte le mega fusioni – ricordiamo fra queste Hewlett Packard con Compaq, la stessa Hp con Eds-Electronic Data Systems e Oracle con Sun Microsystems – riescono con il buco e si rilevano un buon affare. Vedremo.

Fonte: Il Sole 24 Ore